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La cerimonia della Buna

In Etiopia coesistono a tutt'oggi usanze antiche e moderni stili di consumo e preparazione del caffè: il caffè espresso, preparato secondo la tradizione italiana e introdotto nel Paese durante l’occupazione coloniale, è abitualmente consumato nei locali pubblici delle città minori, mentre nelle abitazioni private è il caffè preparato secondo antichi usi locali a trovarsi al centro di importanti cerimonie familiari.

La cerimonia rituale del caffè, detta "buna", si articola in diverse fasi: la donna, tradizionalmente avvolta in un abito di cotone bianco, prima tosta i chicchi verdi di caffè, bagnati con dell’acqua, e dopo averli tritati in un mortaio di legno, prepara il caffè con la jebena, una particolare caffettiera etiope.

Evoluzione dei più antichi utensili per il caffè, la jebena classica è un manufatto in terracotta smaltata di nero e finemente decorata, con un manico ed un beccuccio laterale sporgente. Ogni famiglia etiope possiede più di una jebena, diverse tra loro per capienza e raffinatezza, e riserva alla cerimonia della buna l’esemplare più datato, poiché l'invecchiamento o, meglio, l'uso prolungato, migliora la qualità del caffè prodotto.

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